Centro "Ferruccio Castellano” di Torino

Centro Studi e documentazione su “Fede, religione e omosessualità”

A Torino don Ciotti “battezza” il Centro studi su fede e omosessualità

Articolo tratto da La Repubblica – ed. Torino del 30 gennaio 2009

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E’ un cauto segnale di dialogo, nella Torino che da poco si è divisa sul caso di Eluana Englaro, quello che arriva stasera (ndr 30 gennaio 2009) dall’inaugurazione di un nuovo Centro studi e documentazione su fede e omosessualità, dedicato alla memoria di Ferruccio Castellano. Il Centro, che si presenta al pubblico con un dibattito dal titolo “Fede, religioni, omosessualità: un incontro possibile?”, nasce, come spiega il presidente Gustavo Gnavi, da “un´idea di don Luigi Ciotti nata dal dialogo con i sacerdoti incaricati dalla diocesi di seguire il Gay Pride”.

Nonostante le polemiche dell´epoca, dunque, appare chiaro che già due anni fa, in occasione della manifestazione nazionale a Torino dell´orgoglio omosessuale, la diocesi – sia pure in modo riservato – non si mostrò insensibile alla realtà dei fedeli gay, già da tempo organizzati in gruppi diversi, il più tradizionale dei quali è ‘Davide e Gionata´, con sede proprio al Gruppo Abele.
Ora, proprio dalla lunga esperienza del gruppo, nasce un nuovo punto di riferimento che si propone come base per chiunque, nelle diverse confessioni religiose, voglia studiare e dibattere sul sofferto rapporto tra fede e orientamento sessuale dei singoli credenti, e su divieti e chiusure che ancor oggi rendono molto difficile, ad esempio, la vita dei gay cattolici così come, in altri termini, quella di chi si dichiara gay nei paesi islamici.

Anche il parterre dei relatori di questa sera appare significativo: oltre a don Ciotti, che ricorderà uno dei primi omosessuali credenti attivi su questo terreno, quel Ferruccio Castellano al quale il centro è dedicato, parleranno don Ermis Segatti, delegato della diocesi per l´Università e la Cultura, la pastora valdese Daniela Di Carlo e Enzo Cucco del centro ‘Sandro Penna´, che è stato tra gli organizzatori del Pride a Torino. «Per noi – dice Gnavi – sarà un momento importante quello del ricordo di Ferruccio».

Castellano morì suicida nel 1983, dopo la scomparsa della madre, le difficoltà e il mobbing sul luogo di lavoro provocate proprio dalla scelta di dichiarare la propria omosessualità. Nel 1977, aveva cominciato a lavorare con don Franco Barbero, il sacerdote poi scomunicato, al primo grande convegno sui gay e fede (nel 1980 ad Agape) e alla fondazione dei primi gruppi di credenti omosessuali.

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Questa voce è stata pubblicata il 28 aprile 2013 da in rassegna stampa.
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